BUONE PRATICHE

LE INTELLIGENZE CIRCOLARI

Intelligenza Circolare mette in luce un mosaico di pratiche eco-innovative sviluppate da istituzioni, università italiane e internazionali, imprese, designer, fondazioni e attori della società civile, accomunate dal riconoscere la necessità di “progettare e riprogettare” non tanto e non solo su pratiche isolate di ecodesign, bensì sui sistemi socio-tecnici nel loro insieme: catene di fornitura, infrastrutture digitali, modelli d’uso, riuso e rigenerazione, e non solo. Da queste buone pratiche emerge chiara la spinta verso un passaggio culturale che faccia passare dalla cultura del “chi inquina paghi” a quella del “non fare danno significativo”, attraverso un approccio rigenerativo. L’abbiamo raccontato, insieme alle buone pratiche, all’interno del libro Intelligenze Circolari. Storie, progetti e pratiche di ecoinnovazione presentato a Ecomondo 2025.

CE-RISE
Erion
Tecnologie per la circolarità

Il progetto sviluppa un sistema integrato di informazioni sulle risorse, con l’obiettivo di ottimizzare il riuso, il recupero e il riciclo dei rifiuti elettronici. Le informazioni sulla composizione dei materiali dei prodotti verranno integrate nel Passaporto Digitale di Prodotto (DPP), insieme all’impronta ambientale (PEF) e agli impatti socioeconomici e ambientali (SEE), consentendo la tracciabilità dei materiali lungo l’intera catena di fornitura. Sarà inoltre sviluppata un’applicazione software ad accesso gratuito per diffondere le informazioni del DPP a tutti gli stakeholder, inclusi consumatori e decisori politici.

ECOSWEEE
Erion
Per migliorare la raccolta RAEE

Con progetti pilota in 11 Paesi, tra cui l’Italia, il progetto ha testato strategie per incrementare la raccolta di piccoli RAEE e batterie portatili in tutta Europa, valutato approcci come sistemi di deposito cauzionale, programmi di ritiro, resi postali e punti di consegna nei negozi. Erion ha coordinato tre progetti pilota, testando tariffe visibili, sistemi di deposito cauzionale e l’uso di locker nelle piattaforme di e-commerce. I progetti hanno coinvolto oltre 1.000 cittadini, raccogliendo 100 kg di Raee in pochi giorni, con il 78% dei partecipanti che li ha valutati positivamente.

CERES
Erion
Formazione sull’economia circolare

Il progetto CERES (Circular Economy Innovation Ecosystems Redesigning Skills) supporta la transizione ecologica del sistema produttivo attraverso l’educazione sull’economia circolare. Finanziato dal programma Erasmus+, CERES si distingue per il suo approccio integrato, che combina formazione teorica e pratica, affrontando temi come digitalizzazione, imprenditorialità e modelli di business sostenibili. Il progetto si concentra su quattro filiere: RAEE, automotive, tessile e rifiuti dell’industria eolica.

Compostiamo
ISIA di Faenza
Compostaggio di comunità e governance locale

Compostiamo è un programma partecipativo sviluppato da ISIA Faenza in collaborazione con l’Unione dei Comuni della Romagna Faentina, il Gruppo Hera e il PAESC (Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia). Il progetto affronta il tema del rifiuto organico promuovendo il compostaggio di comunità mediante dispositivi progettati ad hoc e campagne informative rivolte ai cittadini. In applicazione dei principi dell’ecodesign, il progetto privilegia prevenzione e riuso della materia organica, trasformando lo scarto in risorsa per la rigenerazione del suolo. La riduzione dell’impatto è perseguita attraverso la diminuzione dei trasporti e delle emissioni, mentre l’efficacia sociale si misura nell’aumento dell’engagement dei cittadini e nella creazione di cicli circolari locali consapevoli.

CRM HUB
ENEA
Technological Critical Raw Materials HUB for Urban Mining and Ecodesign

Finanziato dal PNRR (Missione 7 REPowerEU, Investimento 8), il CRM HUB ha l’obiettivo di promuovere l’adozione di tecnologie integrate per l’urban mining e l’ecodesign, aumentando i tassi di recupero e riciclo delle materie prime critiche e accelerando l’innovazione nel campo dei materiali strategici. L’infrastruttura sarà articolata in sei laboratori distribuiti nei centri di ricerca ENEA di Brindisi, Casaccia e Faenza, garantendo una presenza sul territorio con un coordinamento centrale e una gestione sistemica.

EcoCarbonio
ENEA
Circular Economy for the Carbon Fiber Industry

Nel settore aeronautico e delle energie pulite, l’uso crescente dei compositi in fibra di carbonio comporta l’accumulo di grandi quantitativi di scarti non valorizzati, spesso destinati alla discarica. Il progetto EcoCarbonio affronta questa criticità introducendo un processo tessile industriale per la produzione di tessuti ecoinnovativi, ottenuti da fibre di carbonio riciclate e fibre termoplastiche. Questi materiali possono essere reimpiegati nella produzione di compositi polimerici per applicazioni strutturali, con prestazioni elevate e ridotto impatto ambientale. Le analisi di riciclabilità e le valutazioni del ciclo di vita (LCA) confermano la superiorità ambientale dei materiali sviluppati. Il progetto è finanziato da Call Hub POR Ricerca e Innovazione 2014-2020 – Regione Lombardia.

Demetra
ENEA
Aquaponics and waste reuse for a prototypal green intelligent food system

Il progetto Demetra si propone di sviluppare un sistema alimentare integrato, capace di produrre alimenti ad alto valore nutrizionale e basso impatto ambientale in contesti estremi, come cavità sotterranee, siti industriali dismessi o grandi edifici urbani. Attraverso sistemi di acquaponica intelligente, che combinano acquacoltura e idroponica, Demetra integra anche un modello avanzato di riuso degli scarti, trasformando componenti organiche in prodotti ad alto valore aggiunto: microalghe, insetti, molecole bioattive per alimenti funzionali e biopolimeri. Demetra dimostra come le tecnologie biocircolari possano contribuire alla sicurezza alimentare e alla rigenerazione delle risorse. Il progetto è stato finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

RespiRo
Città Metropolitana di Roma Capitale
Verde urbano nella città del futuro

Tra le iniziative della Città Metropolitana di Roma Capitale legate alla transizione ecologica rientra un vasto programma di riforestazione urbana, sostenuto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che prevede la creazione di 65 nuove foreste urbane e la piantumazione di un milione di alberi nell’area metropolitana. RespiRo è il progetto di comunicazione per accompagnare questa iniziativa, sviluppato in occasione della settima edizione della Roma Design Experience all’ISIA Roma Design. Oltre a mettere in evidenza i benefici ecologici e sanitari della riforestazione, RespiRo pone l’accento sulla dimensione sociale della sostenibilità, presentando gli spazi verdi come patrimonio collettivo da proteggere e trasmettere alle future generazioni, nonché come strumento per rafforzare il legame tra cittadini e territorio. 

SSpice It
Città Metropolitana di Roma Capitale
Sustainability Skills Program

Il progetto SSPICE IT – Sustainability Skills Program for International Catering operators & Entrepreneurs through Integrated Training – è stato creato per sensibilizzare insegnanti e studenti dei centri di formazione professionale sull’importanza della sostenibilità, modernizzando al contempo i curricula VET con competenze verdi, digitali e imprenditoriali. I risultati evidenziano l’impatto del progetto: un programma formativo multilingue a disposizione di docenti e studenti, un’app in sette lingue, oltre seicento open badge rilasciati, studenti e insegnanti formati in competenze green, digitali e imprenditoriali, opportunità di mobilità internazionale e la creazione di una comunità di pratica che ha rafforzato il dialogo tra scuole, aziende e associazioni.

Sustainable Corn Consumption
Fundação Armando Alvares Penteado (Brasile)
Dal cibo al packaging

Il progetto affronta due temi centrali per l’economia brasiliana: il consumo sostenibile del mais in pannocchia e l’inquinamento da imballaggi, cercando una via virtuosa che unisca il cibo al packaging. Il consumo di mais in pannocchia è comune nelle città brasiliane, dove viene frequentemente venduto da venditori ambulanti con carretti o bancarelle e servito in confezioni usa e getta. Come proposta circolare è stato sviluppato un progetto sperimentale che ha trasformato i residui in biomateriali sostenibili, convertendo le pannocchie in bioplastiche durevoli e costruendo imballaggi circolari per il consumo urbano del mais, dando priorità al riutilizzo e al recupero dei materiali. La riduzione dell’impatto è ottenuta attraverso il volume di pannocchie riutilizzate, la sostituzione del polistirene e la biodegradabilità del packaging, promuovendo la sostenibilità e una cultura rigenerativa nonché grazie all’estensione del ciclo di vita della biomassa attraverso più fasi d’uso e valorizzazione.

Dai residui delle Euforbiacee a materiali sostenibili
Fundação Armando Alvares Penteado (Brasile)
Un approccio circolare ai rifiuti vegetali urbani

Il progetto è una risposta alla sfida dello smaltimento dei residui delle euforbiacee (piante tipiche delle regioni tropicali) e offre un approccio circolare per trasformare rifiuti vegetali urbani in materiali sostenibili. La specie Euphorbia abyssinica, originaria dell’Africa, può crescere tra i tre e i dieci metri, minacciando le linee elettriche aeree, mentre il suo legno rigido e il lattice tossico complicano la potatura e lo smaltimento. Identificando il problema legato alla dismissione di questa specie, è stato sviluppato un approccio circolare: i fusti sono stati raccolti con cautela, a causa delle spine e del lattice, quindi disidratati e riutilizzati. I frammenti sono stati uniti con poliuretano a base di olio di ricino (Ricinus communis), dando origine a pannelli compositi ad alte prestazioni. Il risultato è un biomateriale leggero, resistente e rinnovabile, con potenziali applicazioni nel design del prodotto e nell’edilizia.

MA360
Universidad Nacional de Cuyo (Argentina)
Sistema di irrigazione per piccoli produttori agricoli

MA360 è un sistema di irrigazione efficiente per piccoli produttori agricoli, sviluppato in collaborazione con l’azienda Masteragua. Mendoza destina l’81% delle sue risorse idriche all’agricoltura, utilizzando principalmente metodi di irrigazione gravitazionale che comportano un notevole spreco di risorse. MA360 ottimizza l’irrigazione a pioggia e la fertirrigazione attraverso un veicolo autonomo dotato di un rullo, bracci pieghevoli e un software di mappatura DGPS, garantendo efficienza irrigua, precisione e adattabilità territoriale.

ReBolsa
Universidad de San Andrés (Argentina)
Biomateriali nella moda

Il progetto si è concentrato su bucce e scarti di frutta, con particolare attenzione agli agrumi. I campioni hanno rivelato qualità oltre le aspettative: flessibilità, capacità di essere cuciti con una macchina standard e risposta all’incisione laser e alla stampa. Queste scoperte hanno suscitato un’indagine più ampia sull’impatto ambientale delle plastiche monouso e sulle ingannevoli “eco-bag”, spesso promosse come sostenibili nonostante l’uso di tessuti difficili da riciclare. Così è nata ReBolsa, una borsa concepita per Bonafide, la nota catena di caffetterie di Buenos Aires. Il team ha progettato un’alternativa riutilizzabile e compostabile che combinava il loro biomateriale con juta naturale, incorporando l’identità di Bonafide per favorire il riconoscimento del marchio e il legame con l’utente. Numerose iterazioni hanno perfezionato sia la funzione sia la qualità percepita, garantendo un risultato equilibrato tra sostenibilità, durata e valore di design.

Parco Campana
Humberto e Fernando Campana
Design, natura e trasformazione sociale

Focalizzato sul tema della tutela degli ecosistemi e della biodiversità, il progetto “Parco Campana”, nato durante la pandemia, crea un santuario per animali e un luogo che offre alla comunità un’educazione ambientale. Uno spazio-laboratorio, con workshop e dodici padiglioni costruiti anche con piante. La particolarità del parco, infatti, è che saranno le piante, crescendo, a definire l’architettura, insieme a materiali locali come pietre e sabbia.

Green loop Festival
Vitamina C
L’arte in circolo

Il Green Loop Festival dal 2023 mette in scena molteplici linguaggi artistici per affrontare il tema della circolarità e della rivoluzione verde. Gli eventi proposti sono itineranti e diffusi, con l’obiettivo di valorizzare un territorio, mettendo in luce la sua vocazione culturale, artistica e imprenditoriale, e creando connessioni tra imprenditori, artisti, ricercatori, policy maker e cittadini. La manifestazione mette in campo format artistici, multimediali, innovativi e sperimentali sempre nuovi per divulgare tematiche e buone pratiche legate al riciclo, al riuso e più in generale alla sostenibilità ambientale e sociale, coinvolgendo artisti, esperti e imprese virtuose. Non solo divulgazione dunque, ma educazione, informazione e creazione di cultura sociale pronta ad innescare il cambiamento negli stili di vita, nei consumi, ma anche nel modo di fare impresa, di fare turismo, di vivere un territorio.

Atlante Italiano dell’Economia Circolare
EconomiaCircolare.com
Mappatura dell’Italia circolare

L’Atlante Italiano dell’Economia Circolare è una piattaforma web interattiva che raccoglie e presenta le esperienze di attori economici e della società civile impegnati nell’applicazione dei principi dell’economia circolare in Italia. L’Atlante favorisce le connessioni tra imprese e associazioni, creando una rete che ne accresce la visibilità e promuove potenziali sinergie. Gli utenti possono navigare per regione o categoria e accedere gratuitamente ai profili dettagliati di ogni entità mappata. La circolarità di ogni iniziativa viene valutata attraverso indicatori che coprono ogni fase del processo produttivo. La piattaforma è uno strumento di mappatura partecipativa in continua evoluzione: gli utenti sono invitati a contribuire inviando ulteriori iniziative esemplari attraverso un modulo dedicato, curato dal team del CDCA in collaborazione con il Comitato Scientifico composto da esperti di importanti organizzazioni e istituzioni accademiche.

Ecodesign & Green Marketing
EconomiaCircolare.com
I corsi per progettare e comunicare circolare

Tra i format formativi di EconomiaCircolare.com, “Ecodesign the Future” è un workshop pratico, giunto alla terza edizione, dedicato alla progettazione sostenibile. Il corso riunisce partecipanti provenienti da diversi background accademici, che si impegnano in lezioni frontali e progetti di progetto, sviluppando nuovi concetti incentrati su durabilità, riparabilità e riciclabilità. I risultati vengono presentati al pubblico e i concetti più promettenti vengono premiati presso l’ADI Design Museum. In una direzione diversa ma complementare, il corso “Green Marketing. Strategie di Comunicazione per la Sostenibilità” affronta una delle sfide più urgenti della transizione verde: come comunicare la sostenibilità senza ridurla a uno strumento di branding. Giunto alla sua seconda edizione, il corso esplora come le affermazioni ambientali vengono formulate, regolamentate e ricevute, offrendo ai partecipanti una base teorica e strumenti pratici per costruire narrazioni chiare e credibili.

L’iperconsumo e i suoi rifiuti
EconomiaCircolare.com
Sensibilizzare per cambiare

Clicca qui per acquistare: il gesto è rapido, ma quanto spesso è davvero necessario? Con la campagna “E-commerce dell’assurdo“, EconomiaCircolare.com mette in luce le contraddizioni dell’iperconsumismo. Mettendo in mostra oggetti nati da bisogni artificiali rivela come il consumo guidato dall’impulso e dall’abbondanza non solo superi i limiti planetari, ma eroda anche l’idea stessa di utilità. Assurdità elettroniche di cui non abbiamo bisogno, ma dove vanno a finire una volta gettate? È qui che entra in gioco la campagna “Fai la tua mossa“, che sensibilizza sul corretto smaltimento dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). La campagna invita le persone a smaltire correttamente questi prodotti e a chiedersi: “che impronta sto lasciando?”. Quando un’azione corretta viene compiuta collettivamente, può suscitare consapevolezza e fare la differenza, rafforzando un sistema realmente circolare.

Design4Yacht – NEMO
MICS – Made in Italy Circolare e Sostenibile
L’ecodesign per ridurre gli impatti della nautica

Il progetto esplora e sviluppa metodologie innovative per il design di sistemi prodotto-servizio nel settore nautico, con l’obiettivo di ridurre o eliminare gli sprechi e minimizzare il consumo di energia sia durante la produzione che nell’utilizzo in ambiente naturale. Attraverso l’adozione di strategie di ecodesign e dei principi cradle-to-cradle, il progetto integra tecnologie di Additive Manufacturing (AM) per creare sedute leggere e multifunzionali, ottimizzando l’uso dei materiali e prolungando la durata del prodotto. La modularità e il design for disassembly consentono riuso e riciclo, in piena coerenza con la gerarchia dei rifiuti. Gli impatti ambientali vengono valutati attraverso il Life Cycle Analysis (LCA), con un chiaro impegno verso il miglioramento continuo dell’efficienza energetica, la riduzione del consumo di risorse e il rafforzamento delle strategie di recupero a fine vita.

GaN Power Stack
IRIS LAB
Efficienza che diventa anche valore ambientale

I GaN Power Stack sono moduli di conversione di potenza di nuova generazione pensati per servo drive, attuatori e sistemi di movimento lineare. IRIS LAB li ha sviluppati pensando alla smart factory del futuro, dove ogni componente deve essere più compatto, efficiente e integrato. Gli stack GaN, infatti, offrono stadi di conversione estremamente miniaturizzati – grandi quanto una moneta da due euro – capaci di garantire elevate frequenze operative e rendimenti tali da ridurre o eliminare del tutto i dissipatori di calore. Sottoassiemi separabili, materiali identificabili e tracciabilità dei dati di utilizzo permettono di facilitare riparazioni, aggiornamenti e recupero. Alla fine del ciclo di vita, algoritmi dedicati classificano i componenti riutilizzabili e indirizzano i restanti verso flussi di riciclo efficienti. Il risultato è una piattaforma GaN su misura per servo drive e sistemi di attuazione distribuita, capace di unire miniaturizzazione, efficienza e sostenibilità lungo l’intera catena del valore.

Planet Circular
Alsistem
La filiera circolare dell’alluminio

Il Planet Circular è una delle serie in alluminio più conosciuta e di maggiore successo del Gruppo ALsistem. Già 15 anni fa vantava componenti sostenibili innovativi prodotti da materie rigenerate. e una filiera controllata. Oggi l’intero sistema è circolare ed è il primo a candidarsi per il riconoscimento ISO 50024 per prodotti da economia circolare. Il sistema è già pronto per la progettazione di costruzioni nell’era dei cambiamenti climatici.

LUME – Cultura Sostenibile
A Sud, MeltingPro, EconomiaCircolare.com
La cultura come leva per la giustizia climatica

Affrontare l’emergenza climatica significa anche mettere in discussione il modo in cui la cultura viene prodotta, finanziata e condivisa. Cultura Sostenibile è un programma sviluppato da A Sud, EconomiaCircolare.com e CDCA, in collaborazione con MeltingPro, volto ad aiutare il settore culturale ad assumere un ruolo attivo nella transizione ecologica. Lavora con i professionisti della cultura per ripensare le pratiche ed esplorare come la cultura possa contribuire alla trasformazione ambientale e sociale offrendo supporto concreto alle organizzazioni che desiderano avviare o approfondire il loro cambiamento ecologico: competenze tecniche, formazione e consulenza, e strategie per una programmazione culturale a basso impatto attraverso la piattaforma LUME. Facilita inoltre i collegamenti con gli enti di certificazione, aiutando le istituzioni a garantire trasparenza e credibilità nei loro sforzi.

Arethusa
ISIA di Roma
Dall’energia del mare all’acqua potabile

Il progetto si colloca nel contesto marino della Riviera. L’approccio sistemico che lo contraddistingue affronta il problema a partire dalla produzione di energia, sfruttando il moto ondoso, per arrivare alla generazione di acqua pulita. Il sistema è alimentato da un generatore elettrico che utilizza l’energia delle onde e da un desalinizzatore compatto che fornisce l’acqua necessaria alla comunità galleggiante. Arethusa è composto da elementi modulari aggregabili in strutture simili a isole, di dimensioni variabili. I moduli possono essere attivi, contribuendo alla produzione di energia o acqua, oppure passivi, fungendo da connessione o base per le attività della comunità. La configurazione del sistema si ispira alle morfologie accrescitive e generative tipiche della crescita biovegetale, riflettendo una filosofia strutturale fondata su uno sviluppo organico, legato alla vitalità e alla prosperità della comunità che lo abita.

W-Hole
ISIA di Roma
Comunità idriche per gestire l’acqua piovana

Si tratta di un sistema idrico partecipativo per comunità resilienti che nasce come progetto di ricerca applicata all’interno dei corsi magistrali dell’ISIA, con l’obiettivo di affrontare il tema della gestione idrica attraverso un approccio sistemico e territoriale. Al centro vi è la diffusione di una nuova cultura dell’acqua: piccoli cambiamenti individuali, se adottati su larga scala, possono generare un impatto significativo. In questo senso W-Hole non si limita alla dimensione infrastrutturale ma agisce anche sulla sensibilizzazione pubblica, incoraggiando una progressiva trasformazione dei comportamenti legati allo spreco. L’infrastruttura fisica è articolata attraverso torri di raccolta installate negli spazi pubblici, dispositivi leggeri – gli alberi – capaci di captare umidità e acque meteoriche, e vasche di accumulo per la conservazione della risorsa. A questi elementi si affiancano processi di fitodepurazione per la restituzione dell’acqua a usi irrigui o, in casi specifici, potabili.

PEPE
ISIA di Roma
Rifiuti urbani come fonte di energia attraverso sistemi di pirolisi diffusa

PEPE rappresenta un nuovo concetto di smaltimento dei rifiuti direttamente nel luogo dove vengono prodotti: insediamenti urbani ad alta/media/bassa densità abitativa, comunità pubbliche e private, protezione civile, missioni umanitarie. Posizionato al posto dei normali cassonetti per i rifiuti indifferenziati, produce direttamente sul posto energia elettrica, mediante sistema brevettato di pirolisi diminuendo del 90% la massa di materiale da recuperare. ll progetto in partnership con le aziende IES s.r.l. Ingegneria Elettronica Sistemi, Costec, FCE Flati Costruzioni Elettromeccaniche, ISIA di Roma, e il Centro ricerche ISIDE, è coperto da brevetto. È stato finanziato dalla FILAS, per la realizzazione del prototipo funzionale di processo, eseguito presso le aziende partner.

iSeed ERO
ISIA di Roma
Semi artificiali biodegradabili per il monitoraggio e la rigenerazione dei suoli inquinati

iSeed ERO è un progetto sviluppato in collaborazione con il Bioinspired Soft Robotics Laboratory, dell’IIT di Genova, che introduce e utilizza semi artificiali biodegradabili, ispirati alla natura, capaci di monitorare, piantumare e bonificare i suoli inquinati. I semi restituiscono una frequenza cromatica al contatto con le sostanze inquinanti presenti nel terreno, visibili alle frequenze delle telecamere dei droni. ERO, figura quindi come un progetto di servizio di eco sorveglianza agile professionale, in grado di offrire interventi di monitoraggio, quantitativo e quantitative, di eventuali inquinanti di superficie presenti nei terreni. Organizzato con una sua flotta di droni ed una squadra di piloti addestrati e certificati, può intervenire sul territorio a servizio di enti, aziende e istituzioni al fine di poter intervenire nelle varie fasi operative: monitoraggio, piantumanzione, e fitobonifica.

ThreadTale
ISIA di Roma
Ridare valore agli indumenti abbandonati trasformandoli con riciclo creativo e upcycling

Troppo spesso i capi finiscono dimenticati o scartati prematuramente, vittime della fast fashion e del consumo rapido. Il progetto cerca di ribaltare questa logica, offrendo agli abiti una seconda vita attraverso il rammendo, il riciclo creativo e l’upcycling. Restituire valore ai tessuti significa rispettare le risorse, preservare le tradizioni artigianali e generare nuove possibilità estetiche. ThreadTale combina tecniche manuali e strumenti digitali in un ecosistema fatto di tutorial, eventi, box personalizzate e una community interattiva che condivide storie, consigli e pratiche sostenibili. Ogni punto diventa un’occasione per tramandare saperi e intrecciare nuove narrazioni: un buco ricucito non è più un difetto da nascondere, ma un dettaglio che arricchisce la storia del capo. 

Accreditare in Italia
Accredia
Certificazioni e standard contro il greenwashing

L’accreditamento svolge un ruolo cruciale perché garantisce credibilità e affidabilità a misurazioni e certificazioni, assicurando l’aderenza agli standard internazionali. Oggi esistono numerosi schemi certificativi accreditati, come la UNI/TS 11820, che fornisce linee guida per misurare e valutare le performance di circolarità di un’organizzazione, o le certificazioni End of Waste, ReMade e Plastica Seconda Vita, che attestano il contenuto riciclato dei prodotti e la sostenibilità dei processi di recupero. Le certificazioni accreditate offrono vantaggi concreti: alle imprese che intendono valorizzare il proprio impegno in ambito sociale ed economia circolare; ai consumatori che cercano prodotti affidabili e sostenibili; e alle pubbliche amministrazioni che devono testimoniare il contributo del Paese agli obiettivi di sviluppo sostenibile.

MUSH Biodesign
Universidad de las Américas (Ecuador)
Sottotitolo pratica

Dal contesto accademico alla pratica professionale, MUSH ha consolidato un approccio innovativo: ogni pezzo di design nasce da scarti agricoli trasformati in materia vivente, modellata artigianalmente in forme organiche. Le collezioni – Luminarias, Celia, Voronoi e Mobiliario – esplorano il potenziale estetico e strutturale del micelio, creando oggetti ad alto impatto simbolico ed ecologico. Il materiale prodotto è leggero, resistente, privo di sostanze tossiche e adatto ad ambienti interni. Ogni fase del processo segue criteri di responsabilità ambientale: riduzione fino all’87% dell’impronta di carbonio, uso efficiente dell’acqua e valorizzazione degli scarti agricoli locali. MUSH ha ottenuto riconoscimenti internazionali, tra cui il Grand Prix Lux Small Business Idea 2023 e la certificazione come azienda carbon neutral.

Cherry Bag
Universidad de las Américas (Ecuador)
Sottotitolo pratica

Agustín Coronel ha sviluppato il progetto esplorando una collezione di borse in cui coesistono delicatezza e tecnologia, massimalismo e sostenibilità, artigianato e stampa 3D. Incorporando l’innovazione nei processi di produzione della moda attraverso la tecnologia 3D e i biomateriali, diventa possibile creare una soluzione concreta per ridurre l’impatto ambientale e migliorare le condizioni lavorative. Il progetto ha vinto il Gold Prize nella categoria Accessory Design e Primo Premio, People’s Choice, agli IDA Design Awards 2025.

BluExo
ISIA di Pordenone
Il granchio blu da preoccupazione a risorsa

Il progetto BluExo applica i principi dell’ecodesign e della circolarità per trasformare il granchio blu (Callinectes sapidus), specie invasiva e fonte di preoccupazione ambientale, in materiale utile, seguendo la gerarchia della prevenzione dei rifiuti, del riuso e del riciclo. Da questo approccio nascono due prodotti: BluExo Paper, un materiale composito ottenuto da carta riciclata e carapace di granchio, proposto come alternativa alle plastiche espanse utilizzate negli imballaggi; e BluExo Edible Skin, una pellicola edibile e solubile per la conservazione degli alimenti, capace di indicare la freschezza e di dissolversi durante la cottura, eliminando ogni residuo di packaging. Ciò che rende il progetto unico è l’unione tra bonifica ambientale e creazione di materiale. Diversamente dalle comuni alternative bio-based, BluExo non si limita a sostituire una materia prima, ma riclassifica una specie invasiva come risorsa, con Edible Skin che integra una funzione alimentare anziché terminare nello smaltimento.

Alabastro Bees
ISIA di Firenze
La nuova vita dei residui di alabastro

La tesi di laurea magistrale Alabastro Bees, sviluppata a ISIA Firenze, affronta un tema classico dell’industria lapidea: lo smaltimento di fanghi e polveri, trasformati qui in valore e cultura del riciclo. L’obiettivo è rimuovere dalla filiera tonnellate di scarti che rappresenterebbero costi economici e ambientali elevati. La ricerca esplora materiali, processi e applicazioni a partire dagli scarti dell’alabastro di Volterra, con l’intento di valorizzarne il patrimonio culturale e artigianale. La polvere viene impiegata per creare un materiale composito reinseribile nei cicli produttivi. Dopo numerose prove con colle, resine e gomme naturali o animali, il progetto propone un impasto di polvere di alabastro e cera sbiancata. I due materiali, una volta riportati allo stato liquido, possono essere riprocessati, generando un ciclo potenzialmente infinito. Alabastro Bees ha ricevuto il riconoscimento internazionale dell’ADI Index.

Smashing Plastic
ISIA di Firenze
Dai polimeri riciclati al mercato B2B

La collaborazione con Smashing Plastic è iniziata con il progetto di una lampada a sospensione realizzata con paralume in plastica riciclata. Da lì è nata la decisione di dedicare la tesi di laurea triennale all’evoluzione visiva e comunicativa del brand, ripensandone il posizionamento di mercato. Fondata nel 2020, Smashing Plastic unisce competenze nella stampa 3D e nell’esperienza della community Precious Plastic, trasformando rifiuti plastici in lastre per nuovi prodotti. La principale sfida del settore è la standardizzazione: lavorare con scarti rende difficile garantire uniformità, confinando spesso la produzione a una scala artigianale. L’azienda si distingue grazie a una fornitura costante di scarti industriali pre-consumo da un’importante realtà fiorentina. Tuttavia, come tutti i progetti di recupero, il ciclo virtuoso resta temporaneo: nel contesto consumistico attuale, queste iniziative mitigano un danno già esistente. La vera soluzione richiede l’eliminazione dello scarto come concetto e la riprogettazione dell’intero ciclo produttivo.

Freak’t
ISIA di Pescara
Rigenerazione degli spazi industriali abbandonati

Freak’t affronta la necessità crescente di rigenerare aree industriali dismesse attraverso un modello di trasformazione circolare, a basso impatto e replicabile. In linea con la gerarchia dei rifiuti, privilegia il riuso delle strutture esistenti, evitando demolizioni e riducendo emissioni, sprechi e consumo di nuove risorse. Il progetto integra soluzioni per l’autosufficienza energetica (fotovoltaico, sistemi di accumulo, pompe di calore) e per il risparmio idrico (raccolta e riutilizzo dell’acqua piovana). I materiali impiegati – canapa, legno, intonaci a base di calce – sono naturali, locali e riciclabili, con basso impatto lungo l’intero ciclo di vita. Un sistema di separazione dei rifiuti e compostaggio in loco valorizza gli scarti organici come risorsa per orti e coperture verdi. Il progetto si distingue per l’equilibrio tra funzionalità flessibile, identità architettonica e coerenza estetica industriale, integrando forme di intelligenza collettiva e materiale per favorire innovazione ambientale e sociale, con il coinvolgimento attivo della comunità.

Alizé
ISIA di Firenze
Oggetto evolutivo per una vita essenziale

Alizé si basa su una struttura lignea primaria, assemblabile senza attrezzi e progettata per adattarsi nel tempo a bisogni mutevoli. La sua forma essenziale abbraccia la multifunzionalità, trasformando un unico oggetto in molteplici usi, per rimanere rilevante nel corso degli anni. L’imballaggio – un panno di tessuto chiuso da una cinghia in pelle – evita ogni eccesso e diviene parte integrante della vita dell’utente, superando la sua funzione iniziale. Puntando su materiali grezzi e sostenibili e su un sistema minimale orientato alla durata e alla versatilità, Alizé promuove uno stile di vita fondato su meno oggetti, ma più significativi. Ciò che lo distingue è l’equilibrio tra semplicità e apertura: un prodotto che non impone ma si adatta, crescendo insieme a chi lo utilizza.

SPORTAmi con te
ISIA di Faenza
Verso l’eliminazione di plastica nei mercati locali

Realizzato con il Comune di Faenza, SPORTAmi con te promuove l’uso di borse durevoli e riutilizzabili nei mercati cittadini, distribuendo 1.000 sacche realizzate con scarti tessili. Il progetto affronta l’impatto ambientale delle abitudini quotidiane attraverso un approccio di eco-innovazione che unisce qualità del design, recupero dei materiali e inclusione sociale. Le borse sono realizzate con tessuti recuperati da aziende locali, inclusi quelli danneggiati dalle recenti alluvioni, trasformando il rifiuto secondo i principi della gerarchia dei materiali (prevenzione, riuso, riciclo). A differenza delle alternative commerciali, il progetto si distingue per identità locale, grafica dedicata e valore civico, coinvolgendo associazioni e lavoratori vulnerabili in un processo collettivo di rigenerazione materiale. L’impatto si misura nella riduzione dei rifiuti, nelle filiere corte e nella durabilità del prodotto, con l’impegno a monitorare le emissioni evitate e la consapevolezza generata nella comunità.