Fruit for Peace Platform. Un modello agroindustriale nel Sahel, per Fragile and Conflict States

Il progetto si inserisce nel contesto dei Fragile and Conflict States e appartiene al settore agroindustriale. Nel tempo è diventato un modello produttivo e sociale esportabile in altre aree caratterizzate da fragilità, abbandono e conflitto. La sfida nasce dall’ottimizzazione della produzione naturale di mango nel Sahel, in Mali, trasformandola in un vantaggio competitivo attraverso lo sviluppo di processi di coltivazione, produzione, logistica e organizzazione sociale. Il progetto ha permesso di mettere in rete più di 4.300 agricoltori locali, coordinare team di lavoro interculturali, creare opportunità di lavoro e promuovere condizioni di vita eque e inclusive, con particolare attenzione al ruolo delle donne.
0
Bioeconomy
0
Ecodesign
0
Low-impact Textiles
Artificial Intelligence
0
Digital Product Passport
0
Traceability
0
Circular Business Models
0
Life-Cycle Thinking

Fruit for Peace Platform si configura come un dispositivo capace di generare sistemi cooperativi attraverso l’integrazione di innovazione tecnologica italiana, saperi locali, team di ricerca interdisciplinari e finanziamenti pubblici e privati.
Il progetto si fonda su almeno cinque baricentri metodologici: design del sistema e delle relazioni, design delle strategie, upcycling, design dei servizi e della formazione e design della comunicazione. Mette in rete attori pubblici e privati, locali e internazionali, insieme a una rete di soggetti del terzo settore e della cooperazione internazionale, promuovendo l’idea di infrastruttura socioproduttiva e di modello di cooperazione.
L’azienda opera secondo criteri di upcycling: i materiali e gli scarti vengono reinseriti e rilavorati per la produzione di nuovi prodotti, evitando la generazione di rifiuti.
Il progetto si distingue per la qualità della produzione, certificata secondo i più elevati standard biologici per il baby food, e per la sua capacità di resilienza. Il modello ha superato tre colpi di stato, l’epidemia di Ebola, fenomeni di banditismo e la presenza di bande armate, raggiungendo quindici anni di attività.

 

Dal 2023, il progetto comprende NAMOS (New Agriculture Module of Sahel), una demo-farm di un ettaro integrata nell’infrastruttura agroindustriale CEDIAM SA. NAMOS è concepito come un modulo agricolo scalabile ed esportabile e si integra con il Demo Farm Hub, un laboratorio permanente in cui i cicli di coltivazione e i modelli produttivi vengono continuamente ridefiniti. Attualmente NAMOS prevede la coltivazione integrata di mango, ananas e banana, insieme a zenzero, angurie, aglio, meloni, peperoncino e okra. Gli obiettivi includono la riduzione della disoccupazione giovanile, con l’inserimento di 14 giovani e donne per ogni NAMOS, un aumento del 20% del reddito familiare, un maggiore accesso alle tecnologie e la connessione tra mercati locali e internazionali. La scelta progettuale è supportata da una misurazione tramite indicatori semplificati o parziali. La formazione continua e la ricerca applicata alle condizioni locali costituiscono elementi centrali del modello. Le attività di ricerca e sviluppo e i sistemi di gestione integrano competenze e capitale umano locali, considerando cambiamenti climatici, conflitti politici e conflitti sociali.  

TEAM
Concept by Francesco Caponetti; Art Direction by Daniela Piscitelli; Design for Emergency Research Unit of the SIDE Sustainable Industrial Design research group at Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli; Raffaello Spina, Advisor at Montecarlofruit.