TUCMA - Sedute modulari realizzate con scarti tessili e riempite con lolla di riso

I Diaguita sono il principale popolo indigeno di Tucumán, in Argentina, e la loro presenza nel territorio precede la fondazione coloniale della provincia. Durante la ricerca sull’identità contemporanea di Tucumán, è stato osservato come l’architettura e il design urbano siano in gran parte caratterizzati da un’estetica coloniale, con una rappresentazione limitata di queste comunità. Affrontare questa assenza è diventato il problema centrale del progetto. Considerando l’utilizzo di scarti di cotone provenienti dall’azienda tessile Santista, che possiede uno stabilimento produttivo a Tucumán, il team ha avviato un dialogo con gli artigiani della cooperativa Ruta del Tejido, nelle valli Calchaquí, per comprendere come vivessero questa condizione di invisibilità.  
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Bioeconomy
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Ecodesign
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Low-impact Textiles
Artificial Intelligence
Digital Product Passport
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Traceability
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Circular Business Models
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Life-Cycle Thinking
TUCMA è un sistema modulare di sedute realizzato con un biomateriale che combina filati di cotone di scarto provenienti da Santista e residui di lana recuperati dagli artigiani della cooperativa Ruta del Tejido. Ogni modulo funziona come una seduta individuale; insieme, i moduli formano la chacana, un simbolo andino di equilibrio e connessione. Il progetto occupa una posizione elevata nella gerarchia dei rifiuti: invece di riciclare i materiali dopo il loro smaltimento, previene la produzione di rifiuti fin dall’inizio utilizzando entrambi i flussi di scarto come materie prime primarie, attraverso un processo di upcycling. Il sistema è completamente biodegradabile e può essere compostato al termine del ciclo di vita, restituendo i materiali al ciclo biologico. Il processo di progettazione è stato sviluppato in collaborazione con gli artigiani, che hanno partecipato attivamente alla sperimentazione del biomateriale, alla definizione degli elementi simbolici e alle decisioni relative al prodotto. Le loro conoscenze, tecniche e prospettive culturali sono integrate nel risultato finale, rendendoli coautori del processo progettuale. A differenza di molti progetti che coinvolgono comunità indigene attraverso un approccio dall’alto verso il basso, TUCMA coinvolge gli artigiani fin dalle prime fasi nella definizione del simbolismo e del design del prodotto. Lo scambio è reciproco: il team ha condiviso conoscenze sui biomateriali e sulle tecniche di produzione alternative, che gli artigiani hanno potuto esplorare.  
La scelta progettuale è supportata da una misurazione tramite indicatori semplificati o parziali. TUCMA dimostra come gli scarti tessili industriali e le fibre recuperate possano essere trasformati in elementi di arredo di grandi dimensioni attraverso processi di progettazione collaborativa. Gli impatti principali comprendono la valorizzazione di materiali che altrimenti verrebbero scartati, la creazione di opportunità economiche per gli artigiani coinvolti e una maggiore visibilità della cultura Diaguita negli spazi pubblici. Il progetto, concepito per musei, istituzioni culturali e luoghi turistici, propone un modello replicabile di collaborazione tra industria, università e comunità artigianali.  

TEAM
Martina Méttola La Giglia and Sofía Mashad