MITIS – Bioplastiche dai mitili

MITIS nasce da una riflessione critica sull’Antropocene, epoca in cui l’attività umana ha alterato gli equilibri naturali attraverso inquinamento, sfruttamento delle risorse e diffusione di materiali sintetici. Il progetto analizza gli effetti della pesca a strascico, dell’acidificazione degli oceani e dell’accumulo di residui antropici, fenomeni che minacciano la biodiversità marina. In risposta, propone un approccio di design sperimentale orientato a una prospettiva post-antropocenica, basata su recupero, rigenerazione e valorizzazione degli scarti biologici. L’obiettivo è sviluppare biomateriali sostenibili dai gusci delle cozze, trasformando un rifiuto organico in una risorsa innovativa per il progetto.
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Bioeconomy
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Ecodesign
Low-impact Textiles
Artificial Intelligence
Digital Product Passport
Traceability
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Circular Business Models
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Life-Cycle Thinking
MITIS trasforma i gusci di Mytilus galloprovincialis, attualmente classificati come rifiuto speciale e oneroso da smaltire per i mitilicoltori, in una bioplastica autoprodotta. Le valve sono composte per il 95-98% da carbonato di calcio, un biomateriale già caratterizzato da una struttura ordinata. Dopo essere state polverizzate, vengono utilizzate come carica minerale in due formulazioni: MITIS 1, composta da polvere di guscio, amido di mais, glicerina, acqua e aceto, con una consistenza rigida; MITIS 2, composta da polvere di guscio, gelatina, glicerina e sapone, con una consistenza morbida. Il progetto adotta un approccio di eco-design basato sull’utilizzo di uno scarto anziché di una risorsa estratta in cava. La filiera della mitilicoltura estensiva è considerata già virtuosa, poiché non richiede mangimi e svolge un’azione depurativa. Il processo utilizza leganti di origine biologica, presenta una bassa complessità tecnologica e richiede un ridotto impiego di energia. All’interno della gerarchia dei rifiuti, il guscio viene indirizzato dallo smaltimento verso il riciclaggio e l’upcycling. La sostituzione di materie prime vergini e della plastica fossile contribuisce inoltre alla prevenzione dei rifiuti. Il fine vita biodegradabile permette di chiudere il ciclo biologico, restituendo calcio al suolo. MITIS si distingue per la destinazione d’uso attribuita al guscio. Alcune soluzioni comparabili, come la sperimentazione pugliese sul cemento biocompatibile, utilizzano la valva polverizzata come materiale inerte sostitutivo delle materie prime estratte in cava, disperdendola in una matrice minerale irreversibile. MITIS impiega invece il guscio come componente principale di una bioplastica autonoma, reversibile e biodegradabile.  
Rispetto alle bioplastiche agricole, basate ad esempio su amido o PLA, il progetto non sottrae suolo né colture alimentari, poiché utilizza uno scarto già esistente e concentrato negli impianti di mitilicoltura. La doppia formulazione, rigida con amido di mais e morbida con gelatina, consente inoltre di ottenere due materiali distinti a partire dalla stessa polvere. La scelta progettuale non è ancora supportata da una misurazione, ma la misurazione è prevista. Il progetto è attualmente in fase di ricerca e prototipazione (TRL 3-4). È stato messo a punto il ciclo di lavorazione del guscio, articolato nelle fasi di raccolta, frammentazione, macinazione e produzione della polvere. Sono state inoltre validate due formulazioni in autoproduzione: MITIS 1, rigida e a base di amido, e MITIS 2, morbida e a base di gelatina. Entrambe sono state caratterizzate sensorialmente attraverso dieci scale bipolari, relative a proprietà quali lucido/opaco, duro/morbido, liscio/ruvido e umido/secco. I risultati hanno evidenziato un colore grigiastro, una texture ruvida e consistenze differenziate. Il potenziale stimato riguarda il recupero integrale di uno scarto attualmente classificato come rifiuto speciale, con una possibile riduzione dei costi di smaltimento per i mitilicoltori. Il carbonato di calcio presente nelle valve può sostituire materia prima estratta in cava. Non sono ancora stati eseguiti studi LCA, test meccanici normati o quantificazioni delle emissioni evitate. Non sono stati conseguiti riconoscimenti.  

TEAM
Arianna Franceschi

SUPERVISOR
Elena Rausse